L’anello Re e la barra Atlantidea

Introduzione

Simbolo Karnak

Da moltissimi esperimenti fatti dal 1930, sembra che il potere di questo anello non riguardi solo la protezione da onde di forma-pensiero malvage ed aggressioni “sottili”, ma si esplica anche con il rafforzamento del campo aurico ed eterico e quindi estendendo la protezione fino al piano fisico, coinvolgendo il sistema immunitario dell’individuo.
Modificando (idealmente) la forma dell’anello originale (che è tridimensionale e rotondo) in una figura piana come se lo si aprisse e lo si stendesse, avremo il simbolo di Karnak.
Forma geometrica particolare che si può facilmente riprodurre disegnandola su un foglio di carta oppure riprodurre tridimensionalmente, mantenendo le forme impresse in rilievo utilizzando una base di vari materiali (anche di dimensioni diverse ridotte in perfetta scala), come potete vedere nelle immagini fotografica più sotto.

Per valutare la potenza del simbolo di Karnak, è possibile disegnarlo su carta ed ingrandirlo o rimpicciolirlo, facendogli assumere dimensioni e proporzioni affini.

L’anello originale con il disegno Karnak (fonte: Dr. Frisari uno dei massimi ricercatori italiani delle onde di forma e geometria sacra) è tuttora conservato nell’abitazione della famiglia dell’archeologo e radiestesista A. De Belizal, in Francia.
Qui sotto la fotografia originale dei due lati, scattata nel 1930.

Il potere del simbolo

Il potere del simbolo di Karnak, sia sotto la forma di un anello o di un oggetto con una forma che rispetta la geometria sacra e la sezione aurea, costruito in legno, cristallo o altri materiali durevoli (con indicato il polo magnetico Nord per poterla orientare adeguatamente nello spazio casalingo o lavorativo), è notevole per non dire straordinario e miracoloso: tenderebbe a bloccare le negatività presenti nell’ambiente nonché le energie basse causate da una serie di fattori naturali od artificiali.
Principio di funzionamento ed efficacia:
Se abbiamo un cristallo od un oggetto o altro elemento caricato di energia negativa e sovrapponiamo il simbolo di Karnak, la negatività sottile del cristallo, misurata tramite radiestesia o altri mezzi anche di biorisonanza, non la riscontrerete più e le emissioni nocive non potranno più influenzarvi. Doveroso precisare che la “negatività”, che viene bloccata dal simbolo, è la componente sottile della negatività materiale o per meglio dire una frequenza della radiazione sottile negativa; detta radiazione, ovviamente, non è mai composta da un’unica emissione, come la luce non è mai composta da un’unica frequenza d’onda.
Ma attenzione, ricordate che la negatività che non compare più ad una rilevazione radiestesica non sparisce, come per magia, ma “esce” dalla forma simbolica prendendo la direzione indicata dalle punte dei due triangoli isosceli (Nord e Sud), ecco perché è importante orientarla con la massima precisione e nel modo corretto.
Sembra che nell'anello originale, come potrete ritrovare nel sito specializzato americano Atlantisring (https://www.atlantisring.net/), sono presenti due piccoli fori all'estremità della punta dei triangoli e anche delle linee che sono la prosecuzione di un lato lungo del triangolo isoscele. Da questo si evince che le onde di forma emesse dall'anello sono nettamente diverse da quelle del simbolo, solo disegnato, anche perché questi particolari non vengono mai riportati nei disegni raffiguranti la Barra Atlantica. Per questo motivo è molto meglio costruire il simbolo con un materiale che abbia caratteristiche di perfezione e stabilità creando inoltre due fori alla perfetta estremità e nel retro dell’oggetto indicare il nord magnetico.

Qui sopra vedete la riproduzione, geometricamente perfetta, dell’Anello Re detto anche Atlantis ring e le Barre Atlantiche o di Karnak costruite seguendo i dettami energetici, geometrici (sezione aurea) e strutturali tramandate da decine di studiosi ed appassionati di questo incredibile e magico oggetto. 

Storia

Questa barra con le sue forme molto particolari è stata scoperta, per la prima volta, nel tempio di Amon-Ra, il Grande tempio di Amon di Tebe, o Tempio di Karnak è un grande complesso templare egiziano situato sulla riva orientale del Nilo nella attuale città di Luxor. Situato presso il villaggio di Karnak a pochi chilometri dall’aeroporto di Luxor è dedicato al culto del dio Amon-Ra e costituisce una parte dell'imponente complesso templare di Karnak. 

 Gli scienziati ed egittologi ritengono che gli egizi l’abbiano ereditata dagli atlantidei e la usavano per armonizzare i luoghi dove il Faraone soggiornava, orientandola verso il nord magnetico. Tre rettangoli, sei punti, due triangoli isosceli e due fori, nel retro una scanalatura; il tutto in sezione aurea, tanto cara a Fibonacci.
 (Howard Carter sta esaminando accuratamente una maschera funeraria egizia in un sarcofago)

L’anello Re che curiosamente rappresentava la forma della barra di Karnak è stato ritrovato dall’egittologo Howard Carter nella tomba di Tutankhamon, sebbene altre fonti considerino lo scopritore il marchese di Agrien. Molto probabile è che entrambi possedessero copie simili dello stesso anello proveniente dai molti scavi dell’epoca (XIX secolo). Sembra che l’originale divenne poi di proprietà di Andrè De Belizal, e molti ricercatori come il famoso archeologo Roger de Lafforest, con il loro permesso, hanno potuto verificare le sue misure e la sua configurazione, imitandola fedelmente per poterla utilizzare secondo i dettami delle antiche tradizioni. Le ricerche, realizzate ulteriormente da esperti radioestesisti, sono giunte alla conclusione che ciò che è più importante dell’anello non è la sua esatta dimensione di circonferenza, ma il modo in cui sono configurati i rilievi, le linee, le piccole piramidi e i triangoli finali, fori compresi. 
Le indagini e le ricerche, per comprendere tutte le qualità sottili e le origini di questo oggetto geometrico antichissimo e di provenienza atlantidea, continueranno sempre, per poter fornire all’umanità un codice di aiuto personale ed ambientale come nel contesto storico originale. 

Gli Elementali

Precisazione doverosa: cosa sono gli spiriti “elementali” di cui parlo più sopra?
Un elementale è un “essere” leggendario, presente in diverse tradizioni spirituali e animistiche. La parola è un aggettivo nato nell'ambito Teosofico, indicante la peculiare caratteristica di tale creatura di appartenere ad uno solo dei quattro elementi classici della natura: acqua, aria, terra e fuoco.
Secondo la Blavatsky (*) gli elementali «dimorano nell'etere e possono maneggiare e dirigere la materia eterica per produrre effetti fisici, con la stessa facilità con cui l'uomo può comprimere dell'aria con un apparecchio pneumatico»: essi, cioè, creano la materia grezza, visibile, comprimendo o condensando quella sottile o invisibile, modellandola secondo le immagini che ricevono dall'ambiente circostante, o dalle forme-pensiero di spiriti superiori. In tal modo vive e cresce la natura, da quella inorganica nei suoi aspetti solido, fisico e gassoso, fino a quella organica, costituita dalle piante e dagli animali. Ogni elementale, ci racconta, ha un suo simbolo, un suo punto cardinale di invocazione, un proprio Angelo, Arcangelo o Governante, ha il proprio Re e un proprio colore particolare.
Gli spiriti elementali sono a guardia della loro "porta" o mondo di entrata, propria dell'elemento che vigilano. (Per saperne di più: Aa.Vv., Nuovi dialoghi con gli esseri elementari. Misteri e segreti degli spiriti della natura, a cura di Wolfgang Weirauch, trad. it. di L. Dal Carlo, Novalis, 2015).
Per capire meglio il significato di protezione sottile ed influssi di energie immateriali, basta ricordare che il nostro corpo eterico, e le sue qualità, viene studiato anche nelle più moderne università russe e americane da scienziati di tutto rispetto.

(*) Chi era Madame Blavatsky? Helena Petrovna Blavatsky è sicuramente fra le menti più originali e percettive del suo tempo. 

Sepolte nella massa disordinata delle sue due maggiori opere, giacciono, in forma rudimentale, la prima filosofia dell’evoluzione psichica e spirituale apparse nel mondo moderno. Con tutta la critica scagliatasi contro di lei, H.P.B. emerge come un talento riproduttivo del nostro tempo… Dopo tutto essa è fra gli ardenti trascinatori moderni dell’idea irreale (visionaria). 
Nello stesso momento storico in cui Freud, Pavlov e James hanno iniziato a formulare la secolarizzata e materialista teoria della mente, che ha così velocemente dominato il pensiero moderno occidentale, la Blavatsky ed i suoi compagni Teosofi liberavano dalle tradizioni occulte delle religioni esotiche, una dimenticata psicologia del superconscio e dell’extrasensoriale.
Madame Blavatsky potrebbe essere accreditata per aver posto le basi dello stile di una moderna letteratura occulta”. (Theodore Roszak, “The Unfinished Animal: The Aquarian Frontier and The Evolution of Consciousness, N.Y. Harper and Row, 1975, pag. 118 e seg.).

Onde di Forma

Ora vi propongo un’altra lettura parallela della Barra Atlantidea o Karnak, introducendo uno studio specifico sulle classiche “Onde di Forma”.
Cosa sono le onde di forma?
Alcune forme e certi suoni hanno dei poteri arcani che percepiamo a livello sottile, senza tuttavia comprenderne l'essenza.
Le persone che visitano i luoghi dove sono appena apparsi i "Crop Circles", per esempio, subiscono tutte un tale cambiamento a livello emotivo, da trasformarsi irreversibilmente in creature molto sensibili verso ogni aspetto che possa implicare la Natura e la Madre Terra. 
Chi ascolta i Mantra o certi brani di musica da meditazione, invece, avverte un senso di pace assoluta che gli permette di distaccarsi da ogni pensiero. Entrambi i casi appena descritti, rappresentano alcuni aspetti in cui l'effetto di guarigione spirituale si manifesta attraverso una particolare forma o suono. Le antiche culture usavano spesso i suoni e le forme geometriche per guarire e allungare la vita o migliorarne la qualità. 

Qui sopra un particolare “Cerchio nel Grano” che è, senza dubbio alcuno, un forte segnale in codice, cioè con in-formazioni.  Purtroppo, ancor oggi, è molto difficile comprenderne l’esatta funzione.

Alcune di queste pratiche sopravvivono ancora presso gli sciamani.
Se per i suoni il concetto di guarigione è più semplice, per le forme bisogna pensare ad alcuni oggetti, alquanto misteriosi, disegnati ricorrentemente negli affreschi e nei papiri egiziani, come l'Ankh(*), lo Djed (o Zed di cui ha parlato Mario Pincherle, fratello del grande fisico nucleare Leo Pincherle, nei suoi libri di Piramidologia ed egittologia), l'Udjat, la Karnak e altri meno conosciuti sono in grado, almeno apparentemente, di dare o ridare la vita, o di garantire una protezione contro il male, la sofferenza e le malattie.

(* )Affascinante oggetto ritenuto, fino a poco tempo fa, come “monile magico e misterioso”, proveniente da reperti dell’antico Egitto; studiato da indossare al collo, il famoso Ankh possiede singolari doti di oscillatore elettromagnetico. Doti Elettromagnetiche che anche il grande scienziato bosniaco Nicola Tesla ha rilevato, studiato ed utilizzato, nei suoi straordinari esperimenti, per la propagazione e gestione di frequenze elettromagnetiche e sottili. Eccoli qui sotto accostati. Notate la particolarissima somiglianza come oggetti con onde di forma.

Tutte le onde elettromagnetiche, tra cui le onde cosmiche, le onde sonore, fino alle energie più sottili, comprese quelle emesse dall'attività cerebrale (onde P o onde pensiero) ed altre, non tutte misurabili da strumentazioni scientifiche, sono anche "onde di forma". Queste, come dice la parola, sono prodotte dalla specifica forma di tutti i corpi, di tutti gli oggetti, dalle forme geometriche, dai disegni, dai simboli.
Tutto ciò che è, si tratti di materia, energia o informazione, ha una sua specifica forma. Tutto ciò che ha forma è anche un’onda di forma. 
La materia non emette solo le radiazioni conosciute, ma anche una vibrazione dovuta alla sua forma, la rifrazione angolare, che è alla base di ogni emissione vibratoria, e che è stata battezzata “emissione ad onde di forma”, termine oggi usato comunemente da tutti i Radiestesisti e gli esperti in Radionica. 
La lunghezza d’onda delle onde di forma è infinitesimale, nell’ordine degli Angstrom. L'ångström (Å), o angstrom è un'unità di lunghezza fino a pochi anni fa appartenente al Sistema internazionale (SI) corrispondente a 0,1 nm o 1×10−10 m, (“nM” significa Nanometro). 
Gli organuli cellulari ed i Virus infatti si misurano in nano-Metri; studiatevi bene le dimensioni per capire che il microcosmo è sempre interconnesso con il macrocosmo.
Tra i più grandi studiosi delle onde di forma sono stati, all’inizio del 20° secolo, i due scienziati francesi: Léon Chaumery ed il già citato André De Belizal.
I loro studi sulle vibrazioni dei colori, da loro associati alle onde di forma, li portarono, tra l’altro, ad identificare una radiazione, compresa nel settore tra il nero ed il bianco, dotata di considerevole energia: “una vibrazione misteriosa, vero canale tra la vita e la morte.” Non per niente questa vibrazione sottile, emessa naturalmente dalla forma piramidale, serviva agli egiziani per contribuire alla “disidratazione” dei cadaveri eccellenti, sottraendoli in tal modo alla decomposizione. Questa radiazione è il cosiddetto Verde Negativo (V-), esattamente agli antipodi del verde dello spettro visibile (V+), che è il suo antidoto naturale. 
I due scienziati, oltre a catalogare le onde di forma, costruirono su questi principi molti apparecchi, tra cui il famoso Pendolo Universale, ricevitore ed emettitore ideale per ricerche di vario tipo e per fini terapeutici. 

Radionica

Attraverso i loro studi, Belizal, Chaumery, Morel, e molti altri ricercatori, si convinsero che le figure geometriche possono caricarsi, ed emettere il flusso magnetico della Terra, se si orientano verso il suo Nord magnetico.
Scoprirono, inoltre, che alcune forme geometriche, o simboliche, sono estremamente sensibili alle onde del pensiero, od onde astratte, e sono in grado di amplificarle e di inviarle al bersaglio scelto. 
Su queste scoperte è basata tutta la radionica franco-belga, che utilizza, appunto, disegni geometrici e simboli vari per operare a distanza.
Tutto ciò che esiste nell'universo emette onde, energia, vibrazioni, e dato che le frequenze delle vibrazioni vengono espresse matematicamente, i numeri possono venire considerati l'espressione sintetica delle vibrazioni cosmiche. 
Ogni numero rappresenta un principio della "legge universale".
Ad ogni realtà corrisponde un numero, attraverso i numeri si può fare la ricerca della realtà corrispondente e riequilibrare eventuali squilibri della stessa. 
Nei primi quattro numeri, sono concentrati tutti i principi fondamentali dell'universo e dalla somma o dalla moltiplicazione di questi quattro numeri, derivano tutti gli altri.
Tutto l'esistente e tutte le energie possiedono la propria corrispondenza numerica.
Siccome le malattie o le disarmonie si instaurano, secondo i concetti energetici orientali, come conseguenza di alterazioni del flusso (blocchi) tra le energie della terra (Yin) e le energie del cielo (Yang), alcuni ricercatori asseriscono che queste alterazioni possono essere normalizzate tramite i numeri corrispondenti che per il cielo sono 9,9,9,9,9,9,9,9,5, mentre per la terra sono 9,5,5,5,5.

Altre forme geometriche sacre

Sono moltissimi i circuiti grafici e le forme geometriche usati dall'uomo. Il loro utilizzo è certamente molto antico e tanti di essi sono stati trovati come incisioni rupestri di civiltà appartenenti a paesi e continenti molto lontani fra loro, come l'Africa, l'Asia, il Nordamerica, il Sudamerica, l'Oceania e l'Europa. Molte di queste incisioni e di queste raffigurazioni, sono state trovate là dove sorgevano luoghi di potere temporale o spirituale. Impresse sulle rocce, sulle pareti, sui pavimenti, sui soffitti, sia all’interno che all'esterno delle costruzioni, ma comunque sempre con dimensioni specifiche, dislocate e orientate in punti particolari. 
Nulla veniva lasciato al caso, mentre l'approssimazione e l'impreparazione odierna hanno portato ad attribuire a queste forme geometriche soltanto una funzione decorativa, senza considerare che esse, invece, avevano scopi ben definiti.
Le camere circolari aperte, sono sempre state elementi importanti dell'architettura antica. Nelle costruzioni sumeriche, egizie, arabe, nordafricane, in quelle atlantidee sarde, in quelle spagnole, in quelle delle regioni nordiche e, in particolare, nelle zone di civiltà celtica (ad esempio le strutture megalitiche di Stonehenge in Inghilterra), nelle costruzioni sudamericane e nordamericane, sono sempre presenti queste "camere di risonanza". L'apertura di queste camere veniva orientata, a seconda dell'uso a cui erano destinate, principalmente a nord-est o a nord-ovest.
Forme simili ritroviamo anche nelle strutture nuragiche, nei pozzi sacri e nelle tombe dei” giganti" della Sardegna, nei megaliti degli indiani del Nord America, nei luoghi di culto islamici del deserto nordafricano e dell'Eurasia.

Losanghe

Un circuito molto importante per le civiltà dei millenni passati è dato dalla figura formata da quattro rombi concentrici, o "losanga". 
Orientata verso nord questa figura sarebbe capace di trasmettere un potente e coerente campo V, vitale che a sua volta influisce su campi V lontani. 
Molto potente è la losanga di Herrinx, dal nome del grande studioso e ricercatore che ne ha compreso e perfezionato l'uso, e che è stata studiata anche da altri, tra cui Aubrey Westlake. 

Le losanghe si trovano in incisioni, disegni e strutture di tutto il mondo. Tra le civiltà antiche che ne hanno fatto uso ricordiamo quella dei papua del Pacifico, che le utilizzavano come strumento di potere, capace di evocare la "voce del tuono". Essa consisteva in una losanga di legno durissimo o di metallo, con un filo attaccato ad uno dei vertici: lo strumento veniva fatto ruotare vorticosamente fino a quando cominciava a emettere un particolare suono, simile al rombo del tuono. 

Losanghe come cristallo a forma romboidale, come diamante tagliato a navetta: in una forma sono contenute tutte le vibrazioni dell'universo, ciascun raggio di luce emesso da questa forma corrisponde a una sostanza, a un'energia, a un'informazione.

In epoca recente, grazie al microscopio a effetto tunnel realizzato dall'IBM di Zurigo, si è potuta evidenziare la geometria di un atomo di silicio. 
Il Silicio (ricordate Silicon Valley) è, tra le sostanze presenti sulla crosta terrestre, quella che ha le maggiori capacità ricetrasmissive, e per tale motivo viene usata nei più sofisticati sistemi di ricetrasmissione. 
La geometria del silicio vista al microscopio corrisponde esattamente a una losanga; una forma capace di trasmettere campi V è la "stella", composta da un decagono e da un ottagono insieme. 

Croci

Le "croci" sono altre forme potenti, e tra queste la croce celtica in particolare, che è stata studiata in modo approfondito da Westlake. Ogni angolo è un incrocio di onde di forma, dentro il circuito c'è un'infinità di onde di forma corrispondenti a infinite sostanze relative ad esse.

Circuiti

Un circuito interessante è il "captatore-emettitore di magnetismo animale", capace di stimolare la rigenerazione cellulare ed energetica.
Altri circuiti sono: il circuito "Grum" capace di bloccare campi P di disturbo; il circuito "disimpregnatore", in grado di disimpregnare soggetti od oggetti carichi di campi P o V destabilizzanti (quest'ultimo circuito, contrariamente agli altri, non è soggetto a orientamento): lo "scudo dì Servranx", costituito da sei esagoni concentrici con azione di protezione sui campi P e V; 

 il circuito "braida", che protegge da campi P e campi V destabilizzanti; il "circuito-caricatore" per caricare testimoni indiretti (fitoterapici, organoterapici o minerali-terapeutici);' "l'eptagono", composto da 21 eptagoni concentrici, per creare e potenziare testimoni diretti e indiretti;' il "decagono", circuito potenziatore ed amplificatore per eccellenza; ulteriori forme utilizzate sono, ad esempio, quelle relative "all'anello dell'immunità" di origine egiziana, che protegge da campi P e campi V disturbanti. 
Una forma molto usata in epoche lontane è quella che si ritrova nel pavimento della basilica paleocristiana della natività di Betlemme.
A questo progetto, curiosamente, corrisponde il circuito "griglia di Buchter" o "Peggoty", capace di intervenire sull'apparato scheletrico e su quello muscolare.
Tanti circuiti elettrici ed elettronici normalmente utilizzati dall'industria sono nati dalla conoscenza, dallo studio e dalle sperimentazioni scientifiche di antichi circuiti.
Quelli che maggiormente conosciamo sono il rombo e il cerchio ma è anche da mettere in evidenza che la losanga di Herrinx, il più potente tra gli antichi circuiti trasmettitori, ha la stessa forma della prima antenna radio utilizzata da Guglielmo Marconi, ed ugualmente i condensatori usati fino ai tempi d'oggi, hanno la stessa forma a cerchi concentrici delle antiche camere rituali.
Il disegno è più potente dell'oggetto che rappresenta, poiché, essendo più semplice, presenta meno difetti. Per tale motivo, in questi ultimi anni, sia l'industria elettronica aerospaziale che l'elettronica fine hanno sostituito con successo i vecchi circuiti stampati con una nuova generazione di circuiti costituiti da semplici disegni serigrafati, oltre che del percorso conduttore, anche dei componenti elettronici: transistor, diodi, triodi, condensatori ecc.
Ci sono quattro forze che causano, formano e regolano le funzioni di tutte le sostanze. Alcuni esperimenti hanno dimostrato, in maniera lampante, il comportamento di tali forze formative fondamentali. La crescita delle piante, ad esempio, è causata dall'azione delle forze eteriche che sono incorporate in esse. 
Quando la pianta è esaurita oppure va in putrefazione, come diceva anche Rudolf Steiner, queste forze vengono liberate e possono contribuire a ridare nuovamente la forma e le funzioni dell'organismo in cui esse erano incorporate (tutto è cenere e ritornerà cenere, dalla cenere si eleva il fuoco, dalla cenere ritorna la vita).
Esiste una metodica molto semplice per mezzo della quale queste forze formative delle piante possono essere liberate e rese manifeste, ed è la cosiddetta "dinamolisi capillare". Si prende del succo o della linfa di una pianta e la si diluisce. Su di un piatto si mette un foglio di carta da filtro, quindi il succo viene fatto espandere attraverso uno stoppino sul foglio di carta filtrante. 
Aggiungendo un additivo chimico specifico, il foglio di carta viene trattato in modo che sia visibile il comportamento del liquido che si espande. Normalmente il liquido dovrebbe espandersi in maniera circolare intorno allo stoppino, ma invece si espande creando forme complesse molto simili alla pianta di origine.
C'è dunque una prova che piante della stessa specie producono forme o modelli similari, e che il modello prodotto è molto sensibile al tipo di fertilizzante immesso nel terreno in cui la pianta è cresciuta. Un altro metodo per indagare le forze organizzative e formative degli organismi viventi è quello di aggiungere alcune gocce del succo della pianta che si vuole studiare, oppure qualche preparato biologico, in una soluzione, per esempio, di cloruro di rame al 5 o al 10 %, che si cristallizza in presenza di particolari condizioni standard. Il modello di cristallizzazione viene così a prendere una caratteristica forma correlata alla natura dell'additivo biologico.
Un terzo metodo, basato sui processi formativi, è stato sviluppato per indagare le qualità dell'acqua.

 il circuito "braida", che protegge da campi P e campi V destabilizzanti; il "circuito-caricatore" per caricare testimoni indiretti (fitoterapici, organoterapici o minerali-terapeutici);' "l'eptagono", composto da 21 eptagoni concentrici, per creare e potenziare testimoni diretti e indiretti;' il "decagono", circuito potenziatore ed amplificatore per eccellenza; ulteriori forme utilizzate sono, ad esempio, quelle relative "all'anello dell'immunità" di origine egiziana, che protegge da campi P e campi V disturbanti. 
Una forma molto usata in epoche lontane è quella che si ritrova nel pavimento della basilica paleocristiana della natività di Betlemme.
A questo progetto, curiosamente, corrisponde il circuito "griglia di Buchter" o "Peggoty", capace di intervenire sull'apparato scheletrico e su quello muscolare.
Tanti circuiti elettrici ed elettronici normalmente utilizzati dall'industria sono nati dalla conoscenza, dallo studio e dalle sperimentazioni scientifiche di antichi circuiti.
Quelli che maggiormente conosciamo sono il rombo e il cerchio ma è anche da mettere in evidenza che la losanga di Herrinx, il più potente tra gli antichi circuiti trasmettitori, ha la stessa forma della prima antenna radio utilizzata da Guglielmo Marconi, ed ugualmente i condensatori usati fino ai tempi d'oggi, hanno la stessa forma a cerchi concentrici delle antiche camere rituali.
Il disegno è più potente dell'oggetto che rappresenta, poiché, essendo più semplice, presenta meno difetti. Per tale motivo, in questi ultimi anni, sia l'industria elettronica aerospaziale che l'elettronica fine hanno sostituito con successo i vecchi circuiti stampati con una nuova generazione di circuiti costituiti da semplici disegni serigrafati, oltre che del percorso conduttore, anche dei componenti elettronici: transistor, diodi, triodi, condensatori ecc.
Ci sono quattro forze che causano, formano e regolano le funzioni di tutte le sostanze. Alcuni esperimenti hanno dimostrato, in maniera lampante, il comportamento di tali forze formative fondamentali. La crescita delle piante, ad esempio, è causata dall'azione delle forze eteriche che sono incorporate in esse. 
Quando la pianta è esaurita oppure va in putrefazione, come diceva anche Rudolf Steiner, queste forze vengono liberate e possono contribuire a ridare nuovamente la forma e le funzioni dell'organismo in cui esse erano incorporate (tutto è cenere e ritornerà cenere, dalla cenere si eleva il fuoco, dalla cenere ritorna la vita).
Esiste una metodica molto semplice per mezzo della quale queste forze formative delle piante possono essere liberate e rese manifeste, ed è la cosiddetta "dinamolisi capillare". Si prende del succo o della linfa di una pianta e la si diluisce. Su di un piatto si mette un foglio di carta da filtro, quindi il succo viene fatto espandere attraverso uno stoppino sul foglio di carta filtrante. 
Aggiungendo un additivo chimico specifico, il foglio di carta viene trattato in modo che sia visibile il comportamento del liquido che si espande. Normalmente il liquido dovrebbe espandersi in maniera circolare intorno allo stoppino, ma invece si espande creando forme complesse molto simili alla pianta di origine.
C'è dunque una prova che piante della stessa specie producono forme o modelli similari, e che il modello prodotto è molto sensibile al tipo di fertilizzante immesso nel terreno in cui la pianta è cresciuta. Un altro metodo per indagare le forze organizzative e formative degli organismi viventi è quello di aggiungere alcune gocce del succo della pianta che si vuole studiare, oppure qualche preparato biologico, in una soluzione, per esempio, di cloruro di rame al 5 o al 10 %, che si cristallizza in presenza di particolari condizioni standard. Il modello di cristallizzazione viene così a prendere una caratteristica forma correlata alla natura dell'additivo biologico.
Un terzo metodo, basato sui processi formativi, è stato sviluppato per indagare le qualità dell'acqua.

Acqua Informata

Una goccia di acqua distillata viene fatta cadere su un piatto contenente l'acqua che si vuole esaminare, e alla quale è stata aggiunta una piccola quantità di glicerina, che serve a percepire il comportamento della goccia in esame. Quando la goccia si espande, si vede che il modello che si viene a formare è in qualche modo correlato alla qualità dell'acqua. Per esempio, l'acqua di un fiume che scorre lontano da una grande città ha dimostrato di avere un modello molto differente da quello dell'acqua presa da un fiume, che scorre vicino a una grande città.

Un'interpretazione di questo esperimento potrebbe essere la seguente: le forme che assumono le gocce d'acqua quando si espandono potrebbero essere decifrate come la dimostrazione di "etere di luce irradiante" (forza formatrice primaria) e di "etere chimico". Cosicché l'acqua pura che scorre lontano dalle città dimostra di avere l'influenza marcata dell'etere di luce, mentre l'acqua scaricata dalle città è dominata dall'attività dell'etere chimico.
Questa è un’altra dimostrazione (ove ce ne fosse ancora bisogno) che la “memoria dell’acqua” non è un’invenzione di qualche scienziato pazzo e strampalato (come sono stati considerati il candidato premio Nobel Jaques Benveniste, il premio Nobel francese Luc Montagnier, i fisici nucleari italiani Giuliano Preparata e Emilio del Giudice, il Prof. russo Konstantin Kaznacheyev, il Prof. Giapponese Masaru Emoto, il Prof. russo Mikhail Zhadin, il Dott. Massimo Citro, il ricercatore Alberto Tedeschi e moltissimi altri), ma una realtà scientifica dimostrabile e ripetibile.
Facendo risuonare l’acqua con note musicali, che sono in realtà delle onde elettromagnetiche, si otterrà un’acqua che una volta congelata e osservata al microscopio formerà dei cristalli meravigliosi diversi secondo la nota o la melodia.

Esattamente come accade con l’influsso di Forma della Barra Atlantidea sulla acqua e specialmente sulla nostra acqua interna (siamo costituiti per circa il 75% di acqua).                                                                  
Ci sarebbe ancora moltissimo da raccontare su questi argomenti, sulle misteriose Onde di Forma, la curiosa Memoria dell’Acqua, la fisica quantistica applicata alla Bio-informazione, a leggi di Risonanza ecc…ma sono sicuro che voi approfondirete il tutto col tempo, mentre la Barra di Karnak ben posizionata ed orientata spazialmente in casa vostra, o nel vostro studio, produrrà la sua magica azione vibrazionale sui vostri corpi fisici ed energetici, nonché su quelli presenti nelle vostre abitazioni.

Utilizzo Pratico

Utilizzo pratico della Barra Atlantidea e le onde di forma KarnaK:
Come possiamo utilizzare, in pratica, la Barra Atlantidea o di Karnak?
Questo manufatto artigianale, costruito con particolari accorgimenti, emette Onde di Forma positiva e trasforma le onde negative (disarmoniche) telluriche, cosmo-telluriche ed umane, ristabilendo il giusto equilibrio nella vostra abitazione, come sul posto di lavoro, con un campo di azione sferico di almeno 9 metri. La barra è assimilabile ad uno strumento radionico e permette di ritrovare o mantenere un buon tono psicofisico ed un buon umore riarmonizzando, con bioinformazioni rivitalizzanti, il luogo dove si abita. Ricordatevi sempre l’uso sacro, che veniva usato utilizzando la barra di Karnak nella protezione del Faraone.
Non è un talismano, tantomeno un feticcio suggestivo, ma è un piccolo miracolo di fisica micro-vibratoria che si scopre possedere vari poteri e capacità. Aumenta la forza fisica e nervosa, esercita un’efficace protezione ambientale, protezione da radianze ed energie basse e negative, favorisce un aumento dell’intuito e della capacità di gestire la propria vita e la propria esistenza al meglio.
Infine, è una valida protezione contro gli influssi di energie immateriali e di corpi sottili alterati, soprattutto per chi è un terapeuta o un medico magari anche dedito a pratiche spirituali, meditative, Yoga ed all’assistenza di persone malate o in punto di morte. 
Come proteggere infine la tua casa, la tua dimora sacra, il tuo luogo di lavoro e i locali percepiti negativi o disturbanti per te o per la tua famiglia, con la Barra Atlantidea Karnak Verticale